MILES DAVIS - IN A SILENT WAY - DISCO AL VINILE ORIGINALE COLUMBIA RECORDS 1969
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Mar 3, 2014 Sold Date
Feb 21, 2014 Start Date
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Description

MILES DAVIS - IN A SILENT WAY - DISCO AL VINILE ORIGINALE D'IMPORTAZIONE COLUMBIA RECORDS 1969 PRINTED IN U.S.A.


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In A Silent Way è il sontuoso prologo a quel controverso ma fecondissimo periodo denominato "Davis elettrico" e che abbraccia gli anni compresi tra il 1969 e il 1975. Un prologo che è comunque già un capolavoro: alcune soluzioni verranno adottate in modo più radicale in Bitches Brew, ma l'idea dei brani ricostruiti in post-produzione, le intuizioni "istantanee" in sala d'incisione, e in definitiva il radicale cambiamento delle concezioni musicali di Davis, partono da questa opera.

Anche la formazione che suona nel disco è la conferma di questo momento di passaggio: mentre il fido Shorter rimane al suo posto ai sax (o meglio unicamente al sax soprano, l'unico che si percepisce nel disco, mentre le note di copertina di Lp e CD "prima serie" erroneamente indicano "sax tenore"; l'errore è stato poi corretto nella versione rimasterizzata del 2002), Joe Zawinul, "corteggiato" da Miles per le sue capacità compositive e per la sua riconosciuta abilità al piano elettrico, si aggiunge come terzo alle due tastiere di Herbie Hancock e Chick Corea. La presenza del chitarrista inglese John McLaughlin rappresenta il desiderio di Davis di dare sempre più spazio a questo strumento, da lui naturalmente inteso come chiave d'ingresso alla musica giovanile e all'universo rock (ancora per qualche mese, Davis accarezzerà il progetto di un disco con Jimi Hendrix, svanito almeno un paio di volte per motivi fortuiti, e reso poi impossibile dalla morte di Hendrix nel settembre 1970). La sezione ritmica rimane composta da Dave Holland al basso e da Tony Williams alla batteria, preferito momentaneamente a Jack DeJohnette che già stava suonando nelle formazioni dei concerti.

Il prodotto finale si presenta sotto forma di due estese composizioni (una per facciata nell'originale Lp), apparentemente dei medley, dal titolo rispettivamente di "Shhh/Peaceful" e "In a silent way/It's About That Time".

Con questo ennesimo "ritorno", il disco raggiunge la sua forma compiuta e il suo magico (e attuale) significato complessivo: un'opera che segna un forte cambiamento ma che continua contemporaneamente a rimanere, a maggior ragione in una prospettiva storica, saldamente nell'area del jazz nel suo significato più autentico (creatività, improvvisazione, controllo delle "dinamiche" dei brani, attenzione all'impasto sonoro), e che nel mantenere questo equilibrio si avvale di precisi segnali (il ritorno dei "temi"... la batteria metronomica ma contemporaneamente dinamizzante di Williams...).
È piuttosto ozioso chiedersi quanto Davis avesse messo di consapevole in questo processo, e quanto invece il tutto fosse dovuto a genio ed intuizione artistica: di sicuro però la sua voglia di cambiare, e più tardi addirittura rifiutare - a parole - il jazz, veniva contemporaneamente stimolata dall'entusiasmo verso musica nera giovanile come il R&B di Sly Stone e James Brown (di cui Miles intuiva il potenziale comunicativo) e da ascolti di musica classica e contemporanea (di cui Miles comprendeva il potenziale artistico).
Anzi, non è neppure illecita una lettura "alta" degli esiti dell'opera: consapevolmente o meno, Davis pare inserirsi in qualche modo nel dibattito tipicamente novecentesco sulla musica come "evento puro", come pure nella tendenza a riservare sempre maggiore attenzione alla ritmica e al "suono" come elementi fondamentali della musica, a scapito di melodia ed armonia, messa in atto da diversi moderni (Stravinskij su tutti). Infine, In A Silent Way potrebbe essere interpretato pure come un tentativo di conciliazione della supposta incompatibilità tra il principio di iterazione, tipico di tanta musica folklorica, soprattutto orientale, e quello di sviluppo, eterno problema della musica colta occidentale.
In altre parole, verrebbe da dire con una estrema semplificazione, tenendo un occhio rivolto "in su" e un altro rivolto "in giù", Miles riesce, magicamente e persino aldilà delle sue intenzioni e proclami, a stare nel jazz e contemporaneamente a cambiarlo.

Postilla: come già fatto per diverse opere di Davis, e probabilmente di altre verrà fatto in futuro, nel 2001 sono state pubblicate le complete sessions di "In A Silent Way" (Box 3 CD, Columbia 65632). Contengono naturalmente il materiale del disco originale, le versioni alternative di "Shh/Peaceful" e di "In A Silent Way" (il brano di Zawinul), oltre che brani utilizzati precedentemente per completare "Filles de Kilimanjaro", altri poi inseriti in "Water Babies" e "Circle In The Round", e un lungo blues intitolato "The Ghetto Walk".


Il 23-feb-14 alle 11:53:03 CET, il venditore ha aggiunto le seguenti informazioni sull'oggetto:

Disco perfetto.

Da non perdere.


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